CPdL approvato il Rapporto di gestione 2018

Grazie alla stabilità strutturale raggiunta negli ultimi anni dalla CPdL, il conto d’esercizio 2018, seppur negativo, chiude con un risultato al di sopra di quello medio delle casse pensioni svizzere. La somma di bilancio di CHF 716,9 milioni permette di mantenere un grado di copertura, al 31 dicembre 2018, del 92.8%, uno dei più alti tra le casse a capitalizzazione parziale. Inoltre, grazie al buon andamento dei mercati finanziari durante il primo trimestre del 2019, a marzo di quest’anno, le perdite realizzate e le minusvalenze del 2018 sono già state riassorbite.

Al 31.12.2018, i beneficiari di rendita erano 1'521, ovvero 31 unità in più rispetto all’esercizio precedente, mentre il numero degli assicurati attivi è passato a 2'747, ovvero 68 unità in più rispetto al 2017. L’età media degli assicurati attivi, così come il rapporto fra il numero dei pensionati sul totale della popolazione della CPdL si sono mantenuti costanti, rispettivamente 45 anni e 36%. Costante e attorno al 12% è rimasta anche la percentuale di assicurati che scelgono il pensionamento anticipato sul totale di coloro che ne avrebbero diritto. Emerge anche una progressiva crescita dei versamenti in conto capitale, soprattutto riferiti ai casi di pensionamento anticipato, a discapito della completa conversione dell’avere di vecchiaia in rendita.

Nel 2018 il Consiglio Direttivo, riconfermato in toto nel 2017, ha continuato il suo operato sulla traccia degli indirizzi definiti e dei risultati ottenuti dal suo insediamento e si è dotato di un  documento strategico per raggiungere in modo strutturato e con precise priorità gli obiettivi fissati per gli anni a venire. La riorganizzazione interna iniziata nel 2016 si è conclusa nel mese di maggio 2018, quando la Gestione Immobiliare per Istituzionali SA, costituita a fine 2017 come partecipata della CPdL, è diventata operativa con l’obiettivo di fornire servizi professionali a favore degli investitori istituzionali, con particolare riguardo agli istituti previdenziali.

In virtù del nuovo assetto organizzativo della CPdL, basato sull’integrazione delle attività legate agli investimenti mobiliari e immobiliari con quelle previdenziali, anche le procedure di lavoro e le responsabilità interne sono state riviste. In particolare, accanto alla consolidata attività svolta dai team dedicati agli assicurati attivi e ai pensionati, è stata completata la separazione delle mansioni di gestione finanziaria da quella di controllo e di contabilità, quest’ultime svolte secondo uno schema di reporting indipendente, imperniato sulla gestione dei rischi.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, il 2018 rappresenta il peggiore anno borsistico dopo la crisi finanziaria del 2008. Nel suo complesso, per l’esercizio 2018, il rendimento del portafoglio globale, composto per il 59% da attivi finanziari negoziabili e liquidità, e per il 41% da immobili (diretti e fondi immobiliari), si attesta a -2.54%, al di sopra di quello delle casse pensioni di analoga dimensione, che, secondo lo studio di settore pubblicato da UBS nel gennaio 2019, registrano un risultato medio di -3.42%. Si tratta di un risultato frutto di una gestione finanziaria condotta coniugando la cura della performance con la gestione del rischio, assieme ad un approccio gestionale in cui convivono mandati attivi e passivi e margini tattici sufficientemente ampi.

In questo ordine d’idee, il Consiglio Direttivo ha approvato l’attribuzione di un interesse sugli averi di vecchiaia degli assicurati attivi che sono stati remunerati con un tasso dello 0.5%.

Con la sua nuova politica dell’informazione completa, trasparente e incisiva, a partire dal 2017, la Cassa pensioni di Lugano ha iniziato a pubblicare i suoi Rapporti di gestione con una particolare cura, anche estetica. Quello del 2016, con la collaborazione del MASI è stato accompagnato dall’arte. Il Rapporto 2017, grazie alla disponibilità dell’Archivio storico della Città di Lugano, ha portato alla luce documenti inediti proiettando la Cassa nella sua dimensione storica. Con il supporto del Museo delle Culture di Lugano, il Rapporto di gestione 2018 rappresenta idealmente la sintesi dei due precedenti, intrecciando arte e tempo.